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Prendiamo ora in esame la proprietà del logaritmo di
una potenza : loga(bc) = c·logab
. In parole: il logaritmo, in una data
base, di una potenza coincide col
prodotto dell'esponente di tale potenza per il logaritmo della base della
stessa potenza. Quindi, ad esempio
: loga(42/3) =
(2/3) · loga4 .
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Ovviamente tale proprietà può essere scritta immaginando l'esponente come
una variabile indipendente che varia sull'asse delle ascisse
(logaritmo di esponenziale) : logabx = x·logab.
La figura prende spunto da tale interpretazione e riconduce visivamente la
questione alla proprietà dell'esponenziale di un
prodotto.
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Quando
b=a (porta
col mouse b a coincidere con
a) logb=loga
ed expa sono funzioni
inverse
e quindi la loro composizione è l'identità,
ossia la funzione x
→
x; quindi: loga
ax = x . Pertanto in questo particolare caso la
proprietà si riduce ad asserire che il logaritmo in base a
annulla l'effetto
dell'esponenziale in base a (ossia che il logaritmo
inverte l'esponenziale).
In figura l'ascissa variabile x è l'ascissa del punto
d (spostabile col mouse), la funzione
in verde è expb e
m=bx
è riportato dall'asse delle ordinate all'asse delle ascisse nel modo che
ormai ti sarà divenuto familiare.
Vediamo adesso cosa accade per un generico valore della base
b: indichiamo con k è quel numero tale che
ak=b (quindi
k=logab); si ha:
m=bx=(ak)x=akx
e loga bx
= loga akx
= k·x = x · logab. Muovendo d si modificano
nella figura, sull'asse delle
ascisse, x, k·x
e m.
Nota come si può seguire sul grafico gli stessi passaggi appena scritti
simbolicamente: (x,bx)∈expb,
(k·x,bx)=(k·x,akx)∈expa,
e quindi
(akx,k·x)=(akx,x·logab)=(bx,x·logab)∈loga,
il che esprime appunto l'uguaglianza
loga(bx)=x·logab.
Vedi anche lo schema riassuntivo.
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